Compagni di tavolo verde,
prima di inziare questo post vi consiglio di visitare due delle più importanti poker house d’Italia. Sisal Poker e Unibet Poker . Entrambe legali, sicure, con concessione dei monopoli di stato AAMS.
Da quando ho iniziato a giocare sono ormai passati 14 mesi indimenticabili; quando cominciai a leggere e informarmi del poker alcune tra le rooms italiane emergevano proponendo vip system più vantaggiosi di altri e abbassavano la rake. Cominciava ad esserci un mercato competitivo, una “caccia all’utente” e pian piano le rooms si adeguavano all’offerta che sortiva il maggiore effetto.
Un anno fa sentivo parlare del “primo imperatore” o dei “primi SNE” e di persone che erano riuscite a fare la fortuna sulle fishroom targate .it.
Sembrava tutto avvolto da un alone di “mistero” unito a “incoscenza” da parte di alcuni ; nel tempo si è capito che la sfida era paradossalmente “calcolata
Continua la nostra guida sul Texas Hold’em in modalita’ Cash Game: questa settimana ho deciso di parlarvi di un concetto molto raffinato, ovvero decidere il size delle nostre puntate al Turn.
Molto spesso infatti ci capita di avere a che fare, quando siamo noi gli aggressor, di vedere la nostra continuation bet calalta sul river, con l’avversario che checcka nuovamente al turn, lasciandoci la possibilita’ di sparare il cosidetto secondo proiettile. Ma quanto grande deve essere il nostro second bullet?
Continuation Bet Size
Abbiamo piu’ volte visto come nel Texas Hold’em una corretta continuation bet e’ circa il 75-80% del piatto: ovvero una puntata solida, fatta probabilmente da chi ha la mano migliore e con l’intenzione di far pagare tutte le mani peggiori della nostra.
Molti avversari pero’ a volte non rispettando la nostra continuation bet, e tendono a far call con mani marginali, per osservare il nostro comportamento al turn, ed eventualmente rubare il piatto. Alt
Il concetto relativo al Texas Hold’em in modalita’ Cash Game che voglio approfondire questa settimana riguarda le puntate effettuate al river, e la differenza tra cash game e modalita’ torneo. Partiamo dal presupposto di avere in mano le nuts e che il nostro dubbio sia in merito alla puntata da effettuare per poter massimizzare il valore atteso: vi premetto da subito che la differenza tra cash game e torneo e’ molto marcata.
Texas Hold’em in modalità torneo
Quando stiamo giocando un torneo di Texas Hold’em il nostro obbiettivo e’ chiaramente quello di fare strada, e di arrivare piu’ lontano possibile, possibilmente vincere.
La particolare struttura di un toreno di Texas Hold’em fa’ dunque si’ che il valore delle chips sia relativo, piu’ che assoluto, ovvero che e’ meglio avere la certezza che la nostra river bet venga collata piuttosto che no. Quello che veramente conta in un torneo e’ poterci essere. Mi spiego meglio: se effettuiamo una puntata di 100
Forse una delle prime cose che vengono insegnate ad un giocatore di Texas Hold’em è quella di non concedere carte gratis ai nostri avversari: è capitato più o meno a tutti di esasperare uno slowplay, magari concedendo una carta gratis al nostro avversario, per poi vederlo legare scala incastro o colore e portarci via, assieme alla stima di noi stessi, tutte le nostre chips.
Da quel momento in poi abbiamo giurato che mai e poi sarebbe più accaduto. Tutto questo è valido per il Texas Hold’em in modalità torneo e sit and go, ma invece non lo è per la nuova sfida che tutti i giocatori italiani si troveranno a dover fronteggiare, ovvero il No Limit Hold’em in modalità cash game.
Free Cards
Quando siamo gli aggressor in una partita di cash game, magari con in mano AK o QQ, e la nostra mano lega top pair top kicker, o comunque ci troviamo con un over pair al flop a volte è consigliabile optare per un check, sia al flop ma ancor’ di più al river, e tutto questo per una serie
Ci siamo quasi, il Texas Hold’em in modalità cash game sta per arrivare anche da noi in Italia. Come da un po’ di tempo a questa parte dunque la mia più grande preoccupazione è quella di fare arrivare i miei lettori pronti a questo appuntamento.
Il concetto di Texas Hold’em Cash Game che analizziamo qui riguarda il miglior raising size quando stiamo giocando dai blinds. Supponete infatti di stare giocando una mano in cui vi trovate nel big blind con AKs e 4 giocatori al tavolo decidono di limpare prima di noi. Molto probabilmente la nostra è la mano migliore dell’intero tavolo, ma ciò non toglie che è necessario giocarla in maniera corretta per evitare di finire intrappolati.
Raising from the blinds
In generale quando effettuiamo un raise da uno dei due blinds dobbiamo fare sì che il raise sia più consistente di quello che sarebbe un raise normale, e questo per via di tre differenti e importanti motivi.
In primo luogo è chiaro come, trovandoci nelle due peggiori posiz
Concetti di cash game
Questa settimana voglio parlarvi di una situazione di Texas Hold’em cash game colto comune, che si verifica con maggiore frequenza nelle partite cash rispetto ai classici Sit and Go.
Dovete tenere a mente infatti che il Texas Hold’em in modalità Sit and Go, ovvero l’unica al momento consentita per noi players italici, è un gioco in cui le decisioni cruciali e determinanti per l’esito della partita vengono prese preflop, ovvero quando i bui sono talmente alti rispetto agli stacks che la struttura non permette di giocare dei piatti al flop.
Semplicemente il tutto si risolve in un all in or fold prima del flop.
La bellezza del cash game
A differenza di ciò il Texas Hold’em cash game è molto più complesso ed articolato, per via del maggior numero di big blinds di cui è composto lo stack di un giocatore.
Questo significa che non è quasi mai possibile fare all in prima del flop, a meno di non trovarsi a giocare solamente contro monster hands, ma che i
Pronti a giocare?
Continuiamo con questa nuova rubrica parlando di un nuovo concetto connesso al Texas Hold’em in modalità cash game, che, nonostante la sua importanza, a volte non viene preso neppure in considerazione.
Il concetto in questione, sarebbe meglio dire il divieto, vuole metterci ben attenti dal offrire troppa “action” ai giocatori tight e pronti ad intrappolarci. Tale particolare categoria di giocatori è infatti presente nei cash game, mentre non esiste nei sit and go, dal momento che l’aumento proporzionale dei bui ne preclude la strategia. Quello che infatti tali giocatori amano fare è aspettare pazientemente di avere una mano fortissima, quasi le nuts, per giocare un piatto.
Chiaramente non è uno stile di gioco che consiglio. E’ pero uno stile di gioco contro il quale vogliamo prendere delle precauzioni, e comportarci di conseguenza.
La strategia corretta
Quando abbiamo a che fare con questi simpatici giocatori vogliamo dunque portare a casa il maggior n
Chips
Prima o poi, salvo rivoluzioni, il Texas Hold’em in modalità cash game sarà una realtà anche nel nostro amato bel paese, e questo cambiamento porterà con se non poche conseguenze. Il cash game non è il tipo di Texas Hold’em a cui i giocatori italiani sono abituati. Il cash game non è un sit and go in cui sappiamo con anticipo la nostra eventuale perdita. Il cash game è il terreno in cui i giocatori di Texas Hold’em si fanno le ossa, e molti di loro finiscono con il rompersele. Da oggi e per qualche settimana a venire voglio iniziare una serie di articoli dedicati proprio al famigerato cash game, con lo scopo di evitare ai miei lettori un approccio traumatico con questa modalità di Texas Hold’em, capace si di dare cocenti delusioni, ma anche di regalare grandi soddisfazioni a coloro i quali si avvicinano al gioco in modalità corretta.
Dimentichiamoci i Coin Flip
Una situazione tipica per un giocatore di Texas Hold’em Sit and Go è quella del coin flip, ovvero
Ecco qui la notizia che in tanti aspettavano, soprattutto gli amanti e gli appassionati del cash game: il decreto che disciplina l’avvento del cash game online e dei giochi da casinò è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Tale decreto, che ha avuto il via libera dalla Commissione Europea nel gennaio scorso, tocca in alcune parti anche il resto dei giochi di abilità a distanza con vincita in denaro, compreso il poker in forma da torneo che conosce alcune variazioni, peraltro ampiamente anticipate dalle voci di corridoio.
Ecco quali sono i punti fondamentali del decreto, riguardanti il poker:
per il cash game, la posta iniziale per la partecipazione alla sessione di gioco, comprensiva di successivi incrementi (i vari rebuy, ndr), non può essere superiore a 1.000 euro, mentre per i tornei e per gli altri skill games, l’iscrizione alla sessione di gioco (altrimenti detto buy-in) non può essere superiore a 250 euro.
Per quanto riguarda invece la tassazione, per gli ski
Certamente tutti gli appassionati di poker conoscono bene gli High Stakes Poker, e sicuramente sono consapevoli del fatto che per godersi le partite di poker più entusiasmanti, nelle quali sono coinvolti i giocatori più bravi al mondo, è proprio la trasmissione giusta; si gioca il poker in modalità cash game, ed il denaro sul tavolo raggiunge somme decisamente alte, lo spettacolo è garantito anche grazie alle singolari personalità dei partecipanti, i quali non si limitano a regalare dei momenti di grande poker, ma vero divertimento.
Ecco allora che la settimana scorsa dopo aver perso la mano decisiva contro il tris di Tom durrrr Dwan, Dario Minieri ha deciso di lasciare il tavolo, rinunciando a ricomprare fiches per 200.000 dollari. Non l’hanno pensata allo stesso modo invece altri volti celebri del poker mondiale, che dopo aver azzerato il proprio stack, hanno deciso di effettuare il re-buy, pagando appunto 200.000 dollari. Tra i giocatori “sfortunati” ma ancora presenti
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